Il trasporto dei rettili in clinica

Spesso ci viene chiesto come si devono trasportare i rettili in clinica. La risposta e’ “dipende”!

Come si sa pressoche’ tutti i rettili sono ectotermi, questa e’ una delle principali differenze che hanno con mammiferi ed uccelli che sono invece endotermi, cioe’ producono calore tramite il metabolismo.

Ciononostante i rettili hanno bisogno di una temperatura ben specifica (la cosiddetta POTZ oPreferred optimal temperature zone) all’interno della quale tutti i processi metabolici saranno adeguati.

Questi processi, cioe’ metabolismo, digestione, crescita, funzione cardiovascolare, regolazione dell’equilibrio acido-basico, omeostasi dell’acqua, riproduzione, funzionalità del sistema immunitario e attività quali la locomozione o l’ingestione, necessitano comunque di adeguate temperature per svolgersi ottimalmente.

Mentre negli esseri endotermi (come i mammiferi) la risposta ad una temperatura corporea non adeguata è principalmente fisiologica, cioe’ aumenta la produzione di calore mediante il metabolismo cellulare e mitocondriale, negli organismi ectotermi la regolazione è principalmente comportamentale, e solo in minor grado fisiologica: i rettili che hanno “freddo” attuano modificazioni del comportamento. La piu’ importante delle quali e’ l’esposizione al sole o basking.

Ritornando al trasporto, ma questo e’ vero anche per l’allevamento in terrario, noi dobbiamo permettere che questi animali, per lo piu’ incapaci di adattamenti fisiologici al cambio delle temperature possano effettuare adattamenti comportamentali, cioe’ mettersi in un posto dove fa piu’ caldo, dove quindi possono acquistare il calore necessario per tutte le funzioni vitali.

Se siamo in estate non ci sara’ bisogno di provvedere temperature adeguate, perche’ almeno a Roma, le temperature giornaliere sono piu’ che idonee al trasporto degli animali. Piuttosto per alcune specie (per esempio il camaleonte di Jackson) bisognera’ fare attenzione che non vi sia un caldo eccessivo.

L’inverno invece richiede un attenta preparazione al trasporto di queste creature, un esempio puo’ essere quello in foto: una scatola di cartone (meglio se di polistirolo perche’ coibenta in maniera ottimale) con una zona riscaldata da una bottiglia che riempiremo prima di partire con acqua calda, che non sia a diretto contatto con il rettile. In questo modo permetteremo di scegliere dove posizionarsi all’interno della scatola e non c’e’ rischio di ustioni o comunque di problemi legati a temperature troppo elevate a diretto contatto col rettile.

Non facciamo congelare i nostri rettili!

Evitiamo contenitori trasparenti perche’ non fanno altro che aumentare lo stress dell’animale, edevitiamo contenitori troppo grandi: sono poco pratici per il trasporto, mentre gli spostamenti tra la macchina e la casa o la macchina  e la clinica dovranno essere rapidi,  e non forniscono al rettile una sensazione di sicurezza. Ricordiamoci che la maggior parte dei rettili si trova perfettamente a suo agio in spazi angusti.

Nel momento in cui abbiamo scelto un comodo contenitore 2 metri x 2, costruito appositamente in abete massiccio, non contenti abbiamo inserito all’interno delle pietre per simulare l’ambiente naturale del nostro rettile… pensiamo anche ai poveri veterinari che dovranno portare su e giu’ per le scale della clinica questo simpatico trasportino!

Nicola Di Girolamo