Malattie dei rettili

Un numero sempre maggiore di persone Malattie dei rettili un rettile come animale da compagnia.
I rettili sono animali meravigliosi. Osservarli nel corso dello sviluppo, durante la riproduzione o durante il pasto è sempre uno spettacolo affascinante. Chi si avvicina al mondo dei rettili deve sapere che anche questi animali, come tutti gli altri, hanno esigenze proprie e possono ammalarsi.
Negli ultimi dieci anni l’erpetologia italiana ha fatto passi da gigante arrivando a livelli di qualità internazionale. Il miglioramento delle conoscenze degli erpetofili è stato accompagnato da una contemporanea crescita della medicina veterinaria dei rettili. Molti veterinari italiani sono conosciuti in tutto il mondo.
Molte patologie dei rettili sono conseguenza di una cattiva gestione. Quando il proprietario non si preoccupa di soddisfare in pieno le esigenze della specie allevata possono comparire quadri patologici.
Prima di adottare un rettile è fondamentale informarsi approfonditamente sulle caratteristiche della specie che abbiamo scelto. Se scegliamo una specie originaria del deserto o di ambienti tropicali, il terrario dovrà avere temperature e condizioni di umidità molto diverse. Se scegliamo specie arboricole il terrario che dovremo scegliere dovrà essere sviluppato in altezza.
I rettili erbivori (sauri e cheloni) in cattività sono particolarmente predisposti all’iperparatiroidismo. In questo nome così complesso sono raccolte tutte le condizioni caratterizzate da una alterazione del metabolismo del calcio. In passato questa patologia è stata chiamata con un altro nome, tecnicamente non proprio corretto: malattia ossea metabolica (MOM), dall’inglese metabolic bone disease (MBD). Per prevenire l’insorgenza di questa malattia l’animale deve essere seguito con cura. Durante il giorno l’animale deve essere esposto a raggi ultravioletti. Una corretta alimentazione è fondamentale. Vanno evitate quelle verdure povere in calcio, e povere di fibre. Gli animali vanno alimentati con moderazione e non fatti crescere troppo velocemente. Agli erbivori non devono essere mai offerti alimenti che non siano di origine vegetale (insetti o carne). Anche se gli animali dovessero mostrare di gradire i cibi ad alto contenuto proteico questo è frequentemente causa di malattie renali.
È certamente una buona abitudine aggiungere all’alimentazione degli integratori a base di calcio.
Per quanto siano patologie particolarmente frequenti nei rettili erbivori, segni clinici riferibili alla carenza di calcio possono comparire anche nei carnivori se alimentati con sola carne e negli onnivori ai quali viene offerta una alimentazione troppo ricca o quando non vengono esposti ai raggi ultravioletti.
Le malattie metaboliche possono essere davvero tante e tanto frequenti, in questo discorso introduttivo non potremo affrontarle tutte. Certo però non possiamo non affrontare la carenza di vitamina A che frequentemente interessa le tartarughe acquatiche che ricevono una alimentazione basata esclusivamente su gamberetti essiccati. La mancanza cronica di vitamina A determina alterazione degli epiteli e si manifesta con diversi sintomi. Il sintomo più frequente è un gonfiore della zona intorno all’occhio, possono però comparire anche ascessi e disturbi a carico dell’apparato respiratorio e di quello riproduttore.
Le malattie metaboliche non possono essere trasmettere da un soggetto ad un altro ma sia chiaro che se due rettili sono tenuti nello stesso modo e uno solo comincia a manifestare i sintomi di un disturbo metabolico, se non vengono presi provvedimenti, molto presto anche quello sano comincerà ad ammalarsi.
Sono invece trasmissibili le malattie infettive e quelle parassitarie.
Le parassitosi sono una delle più frequenti dei rettili. I parassiti esterni sono molto frequenti e con un minimo di attenzione è possibile riconoscerli prima di aver comprato l’animale. L’identificazione è più difficile negli animali scuri o con la pelle a chiazze scure. Acari e zecche possono localizzarsi prevalentemente nei punti in cui per l’animale non è semplice rimuoverli. Nei serpenti la zona della testa è decisamente la prima regione da guardare. Lo spazio tra occhiale e cute e la piega sotto il mento sono le localizzazioni d’eccellenza per gli acari dei serpenti (Ophionissus natricis).
Nei sauri, e particolarmente nelle iguane, sono frequenti gli acari della famiglia delle trombiculidae, sono acari che si cibano del sangue del rettile solo durante le fasi larvali e non da adulti.
Nelle tartarughe, particolarmente se di importazione possono essere trovate delle zecche nelle pieghe della pelle. Ogni piega della pelle della tartaruga deve essere controllata scrupolosamente.
Anche i parassiti interni sono molto frequenti. La loro presenza deve essere esclusa quanto prima. Gli animali parassitati possono comunque apparire in ottima salute, ma a distanza di settimane o mesi,  improvvisamente possono indebolirsi e ammalarsi gravemente. Deve essere ben chiaro che il primo passo da fare dopo l’acquisto di un rettile è richiedere la visita di un veterinario specializzato e far eseguire un’analisi parassitologica delle feci.
Molti parassiti (flagellati, ossiuridi, ascaridi, tenie, coccidi, ) possono essere identificati con esami semplici, altri (Cryptospodidium, Entoameba) invece richiedono indagini più complesse. Il vostro veterinario vi saprà consigliare quali esami eseguire.
Anche i rettili possono soffrire di malattie infettive. Gli infezioni virali vengono sempre più frequentemente diagnosticate.
Le infezioni da herpesvirus sono molto temute da appassionati ed allevatori di tartarughe. La loro pericolosità è legata al fatto che è impossibile riconoscere un soggetto portatore se al momento dell’acquisto non sta manifestando i sintomi. L’herpesvirosi uccide in Italia molte tartarughe; deve essere assolutamente evitato aggiungere una nuova tartaruga al proprio gruppo senza aver rispettato un periodo di quarantena e senza aver fatto un’analisi del sangue per la ricerca di anticorpi contro herpesvirus.
Attenzione! Questa non è l’unica malattia che le tartarughe possono contrarre; ogni animale appena acquistato deve essere visitato da un veterinario molto esperto di medicina dei rettili.
Anche tra i serpenti possono essere presenti malattie infettive e anche per loro deve essere rispettato un periodo di quarantena prima di metterli in contatto con altri esemplari. Le malattie infettive dei serpenti più temute sono la paramyxovirosi e l’IBD (inclusion body disease, malattie a corpi inclusi). Queste malattie riguardano prevalentemente, ma non esclusivamente, la famiglia dei boidi (Boa ePython) e sono caratterizzate da manifestazioni neurologiche. Torcicollo, paralisi, aggressività, perdità di equilibrio possono comparire improvvisamente in serpenti che fino ad un attimo prima non avevano mostrato alcun sintomo. Gli acari sembrano essere coinvolti nella trasmissione delle malattie. La diagnosi non è sempre semplice. Mentre per il Paramyxovirus è possibile eseguire degli esami sierologici, la diagnosi di IBD è più complessa. Non è ancora chiaro quale sia l’agente causale dell’IBD e per questo motivo non possono essere eseguite analisi del sangue. La diagnosi si basa sulla comparsa della sintomatologia, in presenza di molti globuli bianchi nel sangue e, soprattutto sul reperimento di corpi inclusi nei tessuti prelevati attraverso le biopsie.